Molti studi dimostrano come l’impatto ambientale della produzione della carne di origine vegetale sia minore rispetto alla convenzionale produzione di carne

Oggi sono due le principali alternative alla carne tradizionale per i consumatori: la cosiddetta carne di origine vegetale oppure la carne coltivata. La prima è un’imitazione tecnologica di un prodotto gastronomico, mentre la seconda è ottenuta dallo sviluppo e la coltura di cellule animali in laboratorio, per cui non solo sembra carne, ma di fatto è carne, solo non passata per le tradizionali filiere produttive. Mentre la carne coltivata è ai primi passi della sua commercializzazione (ma gli studi vanno avanti da decenni), la “carne” di origine vegetale ha raggiunto ormai gli scaffali della grande distribuzione. Euromonitor stima che il mercato di questi sostituti della carne dovrebbe raggiungere i 2,5 miliardi di dollari entro il 2023. Le società di riferimento nel settore carne vegetale mondiale sono due: Beyond Meat e Impossible Foods. Tra i, principali prodotti che mettono in commercio ci sono burger, salsicce, polpette di carne, carne macinata e altri ancora. Giusto per curiosità, fra gli ingredienti ci sono proteine vegetali (pisello, fagiolo mungo detto anche soia verde, fava, patate e riso integrale); grassi vegetali (burro di cacao, di cocco, di girasole, di canola); carboidrati e fibre (amido di patata e metilcellulosa, cioè fibra); minerali (calcio, ferro, sale da cucina e cloruro di potassio); aromi e coloranti naturali (estratto di barbabietola, estratto di mela e aromi naturali, lievito). Molti studi dimostrano come l’impatto ambientale della produzione di “plant-based meat” sia minore rispetto alla convenzionale produzione di carne. È importante dunque prendere in considerazione questi prodotti nella nostra dieta, sempre nel quadro di una alimentazione varia ed equilibrata, con un adeguato consumo di frutta e verdura. Tuttavia, da un punto di vista nutrizionale va osservato che se da un lato i burger vegetali sono privi di colesterolo, hanno però una quantità di acidi grassi saturi comparabile alla carne di allevamento (sono utilizzati per rendere la consistenza e il sapore simili a quello della carne). Altro fattore da considerare il contenuto di sodio, che potrebbe essere elevato e non adatto a tutti. Comunque, in tutti i supermercati si trovano oggi varie alternative alla carne tradizionale, per chi abbia esigenze specifiche o che voglia semplicemente provare prodotti di-versi. Per curiosità, salutismo, sensibilità ai diritti degli animali, ambientalismo: i prodotti alimentari a base vegetale sono nel carrello di chiunque. Di vegani e vegetariani, certo, ma anche di chi segue un regime alimentare “onnivoro” o flexitariano.

Tratto da cooperazionetraconsumatori aprile 2022

Written by Franco Rigosi