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C'È BISOGNO DI UNA VIA ITALIANA ALLA TUTELA INDIVIDUALE E COLLETTIVA DEI CONSUMATORI

 

È questa la principale conclusione dell'incontro di studio sulla "Tutela individuale e collettiva dei consumatori" che si è tenuto oggi a Roma, presso Palazzo San Macuto.
L'iniziativa promossa dalla Fondazione ICU - Istituto Consumatori Utenti che ha visto la partecipazione di giuristi associazioni di consumatori, istituzioni e rappresentanti delle professioni, si è conclusa con la proposta del prof. Ugo Ruffolo, ordinario di Diritto civile all'Università di Bologna, che ha aperto e chiuso i lavori per conto della Fondazione, di mettere intorno ad uno stesso tavolo in modo sistematico i rappresentanti delle diverse forze interessate per individuare le linee di intervento legislativo volto ad introdurre nel nostro ordinamento giuridico le forme più appropriate di tutela individuale e collettiva dei consumatori.
Al centro del dibattito il disegno di legge approvato il 21 luglio alla Camera, quasi all'unanimità, che istituisce una sorta di class action (ovvero la possibilità di intraprendere un'azione collettiva per risarcimento dei danni nei confronti di comportamenti lesivi dei consumatori da parte di soggetti economici) nel nostro ordinamento, ma che ora è bloccato al Senato.
Un problema divenuto di pressante attualità e rilevanza sociale ed economica a seguito dei crack finanziari della Parmalat e prima ancora della Cirio, così come dalla vicenda dell'anatocismo.
Il prof. Ruffolo, Raffaele Minelli del Cnel e i rappresentanti dei consumatori intervenuti (Paolo Landi segretario generale dell'Adiconsum, Massimiliano Dona dell'Unione Nazionale Consumatori, Silvia Castronovi di Altroconsumo) hanno rimarcato i limiti del provvedimento.
In particolare si ritiene grave che il provvedimento legislativo escluda il "danno da prodotto" (ovvero tutti i beni di consumo) e tra i settori dove il provvedimento è applicabile, quelli regolati da contratti seriali, si escludono quelli dove esistono forme di conciliazione tra le parti come nel caso della telefonia.
Inoltre l'altro aspetto critico rimarcatoè l'obbligo della mediazione posteriore al giudizio del giudice. Ovvero anche nel caso il giudice dia ragione ai consumatori il diritto al risarcimento è rinviato alla mediazione tra le parti, capovolgendo così il principio che la conciliazione può precedere il giudizio giuridico e non l'inverso.
Nonostante questi limiti, denunciati e condivisi anche dall'on. Sergio Gambini, uno dei firmatari DS della proposta di legge, intervenuto anch'esso a sostengo dell'approvazione in tempi rapidi al Senato, il dott. Roberto Ciarlone, direttore delle Politiche industriali e Pubblica Amministrazione della Confindustria ha espresso parere negativo sul provvedimento, auspicando altre forme alternative di risoluzione delle controversie.
L'intervento conclusivo del prof. Ruffolo ha sottolineato la necessità di individuare ed utilizzare al meglio tutti gli spazi normativi già esistenti per una migliore tutela dei consumatori, a partire dalla legge n. 281/98 che introduce la possibilità di azione inibitoria da parte delle associazioni dei consumatori riconosciute, così come gli spazi derivanti da provvedimenti di settore nonché dalla normativa europea di tutela dei consumatori.
A questo proposito la Fondazione ICU, promuoverà la costituzione di un tavolo tra le parti interessate per individuare le soluzioni più idonee da introdurre nel nostro ordinamento giuridico.

 

 


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